Motore di ricerca del Salento  

Suor Rosalia Rendu 

Figlia della carità 

(1786 - 1856)

 

VIENI E VEDI: POSTULATO

 
Il primo momento di esperienza tra le Figlie della Carità - chiamato postulato - è quello del "vieni e vedi". L'invito incalzante del Signore si fa concreto in una precisa realtà di vita comune con altre persone chiamate alla stessa vocazione. In questo periodo, della durata di dodici mesi circa, la postulante realizza una graduale, ma precisa partecipazione alla vita di comunità e al servizio dei poveri. E' il momento del distacco: dalla famiglia, dal lavoro o studio, dal proprio ambiente, da tutto ciò che costituiva il mondo precedente, per poter seguire, in libertà di cuore e di spirito, Colui che chiama a sé per rendere partecipi della sua vita e della sua missione presso i poveri. L'inizio del postulato è per ogni ragazza il ripetersi dell'esperienza dei Primi: "Erano le quattro del pomeriggio ... essi andarono e videro dove abitava. "(Cf Gv 1,39). La tappa del postulato permette una reciproca conoscenza e accoglienza tra la postulante e la comunità; perciò la possibilità concreta di una verifica, almeno iniziale, della propria vocazione a seguire Cristo amandolo e servendolo nei poveri, nel modo vissuto e indicato da Vincenzo de' Paoli e Luisa de Marillac.


RIMANETE NEL MIO AMORE: SEMINARIO


E' un tempo in cui viene molto curata l'esperienza di comunione con Cristo, centro affettivo di ogni persona a Lui consacrata. Molta importanza è data alla preghiera e alla orazione mentale - particolare meditazione secondo il metodo vincenziano - alla celebrazione dei sacramenti dell'Eucarestia e della Riconciliazione, alla direzione spirituale, alla comunione fraterna, nonché al servizio reciproco proprio della vita comune. La seminarista ha la possibilità di approfondire la conoscenza della Compagnia delle Figlie della Carità e del suo spirito, mediante lo studio delle Regole, delle Costituzioni, della vita e del pensiero dei Fondatori, nonché della storia stessa della Compagnia ricca della testimonianza dei santi vincenziani. Una parte importante occupa anche lo studio e la conoscenza del pensiero della Chiesa espresso soprattutto dal Magistero. Poiché il Seminario deve preparare la Figlia della Carità, serva dei poveri, in questo periodo vi è data ampia possibilità di esperienze di servizio, corporale e spirituale, nelle forme più diverse e in modo sistematico. All'inizio del Seminario, in forma strettamente privata, la nuova Figlia della Carità, indossa un abito semplice e pratico, quale segno della sua vita nuova e della sua appartenenza a Cristo e ai poveri nella Compagnia delle Figlie della Carità. E' un modo semplice e leggibile che esprime la povertà e semplicità di una vita dedicata ai poveri. I Fondatori non vollero un abito religioso per le loro figlie; bastava che avessero l'abito più semplice delle ragazze di allora e che fosse però uguale per tutte, così da essere riconosciute come serve dei poveri e libere da interessi superflui. 

 

 

VA' DAI MIEI FRATELLI: Invio in Missione


Dopo un sufficiente periodo di Seminario - circa diciotto mesi - la Figlia della Carità viene inviata in missione. Inizia il tempo tanto atteso del "va' dai miei fratelli", cioè la vita apostolica vera e propria in una comunità locale e con precise responsabilità. E' la vita con Cristo e per Lui che si fa sempre più concreta e avvincente; ovunque e per sempre. In questo periodo viene completata la preparazione professionale, non prevista nel tempo del Seminario, ma soprattutto la formazione teologica e spirituale fino a raggiungere una maturità adeguata a emettere i Voti di castità, povertà, obbedienza, servizio dei poveri. Vieni e vedi ... rimanete nel mio amore ... va' dai miei fratelli, non sono espressioni del Maestro indicative soltanto delle tappe fondamentali della formazione della Figlia della Carità. In modo quasi impercettibile, ogni giorno queste parole segnano il passo delle serve dei poveri. Il primo gesto di ogni mattino è la decisione di seguire il Signore come "quel giorno alle quattro del pomeriggio"; l'Eucarestia è il momento più intenso e atteso del "rimanete nel mio amore"; il servizio dei poveri che colmerà la giornata di opere apostoliche, è sempre un "va' dai miei fratelli", per la Figlia della Carità divenuti ormai "signori e padroni".

 

Santa Caterina Labourè 

Figlia della carità 

(1806 - 1876)

 

Suor Giuseppina Nicoli 

Figlia della carità 

(1863 - 1924)

 

Volontariato Vincenziano - Storia di San Vincenzo - Maria Luisa De Marillac - Compagnia della Carità

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